Questione di mediazione
Si tratta di un disaccordo tra l'iniziatrice Anna e il co-partecipe Marco, che vivono come partner a Roma con il loro figlio di 3 anni. Anna si aspettava che Marco la informasse del suo ritardo nell'arrivare a casa, mentre lui ammette di aver potuto farlo, ma che il lavoro lo ha 'trascinato via'.
Valutazione
Entrambi concordano sul fatto che una notifica tempestiva sarebbe stata prevista e rispettosa. Anna aveva motivo di sentirsi trascurata, poiché faceva affidamento sull'orario concordato. Tuttavia, Marco non ha agito con l'intenzione di ferire – si è semplicemente immerso nel lavoro e ha dimenticato di comunicare. Si tratta di una lieve inadempienza nella comunicazione, non di una mancanza di rispetto sistematica. Anna non ha colpa per essersi aspettata che l'accordo venisse rispettato; è Marco ad aver creato incertezza.
Parere di mediazione
Suggerisco che Marco offra delle scuse sincere ad Anna per non averla informata del cambiamento di orario – non perché 'poteva', ma perché le avrebbe risparmiato preoccupazioni. Raccomando inoltre che concordino un modo semplice per avvisarsi a vicenda (ad esempio, un breve SMS per qualsiasi ritardo), il che renderà la vita più facile a entrambi. Un risarcimento economico non è appropriato – si tratta di rispetto reciproco, non di danno materiale.
Osservazione conclusiva
Quando il lavoro ti 'trascina via', immagino che tu stia viaggiando su un treno senza orologio – ma poiché probabilmente hai già un orologio al lavoro, potresti trovare due minuti in più per un messaggio prima di essere trascinato via fino alle 17:30. La prossima volta, forse lega piuttosto il telefono alla mano – o ricorda che 'arrivo alle 15:00' è una promessa, non una prenotazione del treno che puoi perdere senza conseguenze.